Ho paura della vita. Sono terrorizzato dalle sorprese che la vita potrebbe sbattermi davanti ora che, affrontata la situazione con una necessaria razionalità, rischia di uscire dalla mia vita quella compagna di viaggio che in questi ultimi 7 mesi ha accolto quei miei sorrisi che nascondevano dietro una fragilità dovuta a parole mai dette e lacrime mai versate.
“…t’s town full of losers
And I’m pulling out of here to win.”
Ventotto anni, una partita IVA e 5 euro in tasca. In queste ultime settimane sto girando parecchio in macchina e se dovesse capitare un qualche imprevisto non saprei come comportarmi: nel migliore dei casi dovrei saltare un pranzo, ma potrei anche rimanere a secco di benzina o, come è già capitato, potrei non riuscire ad avvertire il cliente del mio ritardo ad un appuntamento. Ho sbagliato i calcoli ma non mi sono mai sopravvalutato convinto di poter fare ciò che sapevo benissimo di non riuscire a fare: avrei dovuto essere più coraggioso nell’imputarmi e chiedere quanto mi spettava quando questo mi era dovuto. Ma parlare di soldi non è mai stata la mia specialità, per paura di perdere quella fiducia che mi stavo guadagnando: fiducia che ovviamente vai perdendo quando, senza i soldi per sostenere i costi vivi della tua attività, non riesci a portare avanti il progetto avviato come avresti dovuto.
Ed ora eccomi qua, con alcune relazioni che vanno sgretolandosi per via di una professionalità che talvolta va perdendosi, vittima di pensieri e problemi che non sono in grado di risolvere da solo. Eccomi qua con con mille progetti interessantissimi in cantiere che non partiranno mai per mancanza di fondi da investire. Eccomi qua con spese necessarie alla mia crescita professionale che rischio di non poter sostenere anche per via di un anno di arretrati IVA e INPS da pagare che, nonostante le prospettive siano buone, sono comunque tanti soldi. E tralasciamo il desiderio di indipendenza dovuto anche al bene che voglio ai miei genitori e che voglio pertanto premiare portando loro risultati. Eccomi qua, con una relazione che non riesco più a permettermi per tutti gli errori commessi e ai quali ho sinteticamente accennato sopra.
E’ una città piena di perdenti e me ne vado di qui per vincere, cantava Bruce Springsteen in una delle canzoni più belle di sempre. “E’ una città piena di perdenti e me ne vado di qui per vincere”: vorrei andare via per vincere sì, ma perchè qui sono io ad essermi dimostrato un perdente.

Avere paura della vita non è da perdenti.. ma da chi riesce a capire che ogni attimo va vissuto.
Possiamo essere sicuri di quello che succederà nel futuro solo nei due minuti successivi all’attimo presente…
ti lascio il testo di una canzone spendida.
“Sono pronto per rialzarmi ancora, è il momento che aspettavo è ora, nonostante questo cielo sembri chiuso su di me.
Nessuno mi vede nessuno mi sente, ma non per questo io non… rido più.
Io sono qui in un mondo che ormai gira intorno a vuoto lontano dal tuo sole e piove, ma io qualche cosa farò per sentire ancora tutto il calore che ora non ho, e avere un po’ di pace che ora non ho, e luce nei miei occhi che ora non ho, una direzione giusta che ora non ho
Sulla strada troppe stelle spente, la tua mano ora servirebbe, troppa gente alza il dito e poi lo punta su di me.
Nessuno mi crede davvero innocente, ma non per questo io non vivo più. ”
So che adesso può sembrarti strano, ma vedrai che le cose si rimetteranno a posto.
Sgheeeeeeeeeeee!!!!!!!!
Ti conosco “da poco”… capisco e credo a quello che sta accadendo…. ma non credo alla città dei perdenti… DAIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!